Dall'opposizione: Papale dimettiti!

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giovedì 26 gennaio 2012

Proposta Papale "accorpiamo Piano Tavola". FALLITA

Settembre 2011, Papale: "entro 48h gli altri Comuni diranno si". Due sere fa, dopo 4 mesi, Misterbianco ha detto NO. Camporotondo non si è neppure espresso. Solo Motta S.Anastasia l'ha accolta (scorso novembre). Nel voto misterbianchese crollata la maggioranza di centro-destra. Ieri l'udienza al TAR. Ora, se anche Belpasso vincesse il ricorso, PIANO TAVOLA RIMARREBBE SENZA ALCUNA SOLUZIONE AMMINISTRATIVA

Che quello di Piano Tavola fosse un cibo ostico per i denti di tutti i politici che si sono susseguiti nei decenni scorsi si sapeva. Che questo potesse causare gli sconquassi politici attuali lo si poteva solo immaginare. Che però il problema rimanesse INSOLUTO, molti speravano che non succedesse. In uno degli ultimi consigli comunali, il capogruppo del Pd Giuseppe Aiello aveva indicato alcuni punti critici dell'attività amministrativa posta in essere dalla Giunta presieduta dal Sindaco Alfio Papale. Tra questi, l'ACCORPAMENTO PIANO TAVOLA. Soluzione uscita dal cilindro sei mesi fa in piena estate. Partorita dal Sindaco e da alcuni suoi collaboratori. Vice Sindaco contrari, anche alcuni consiglieri di maggioranza erano contrari. Ma i tempi stretti, si era nelle imminenze del responso del Cga sulla sospensiva del referendum autonmistico per Piano Tavola, indussero anche i componenti recalcitranti dell'attuale maggioranza ad abbassare la china alla volontà del capo dell'amministrazione. La "Grande Belpasso", costituita dal centro urbano e dalle sue periferie, era il sogno che il Sindaco ha cercato di infondere nei suoi collaboratori, ai suoi cittadini, e ai governanti dei Comuni di Misterbianco, Motta S.Anastasia e Camporotondo. Risultato? Fallimento a 360 gradi. A Misterbianco addirittura, ci ha informato il Presidente Buzzanca, "la stessa maggioranza si è astenuta". I consiglieri del Sindaco uscente Ninella Caruso si sono, in parte assentati, in parte astenuti ed, in parte, hanno votato si all'accorpamento. Ma troppo pochi per battere il no messo in atto dall'opposizione del Pd, cui si è unita la complicità "di parte dell'Mpa misterbianchese" (astenutasi dal voto).
A Belpasso, alcuni collaboratori del Sindaco hanno continuato a sostenere, malcelatamente, che l'accorpamento non era sostenibile, e che invece occorresse riconoscere una parvenza di autonomia, e che il dialogo con il comitato autonomistico fosse la strada maestra per risolvere la questione. L'Mpa locale, fino a pochi mesi fa guidata dal vice Sindaco Carlo Caputo, su questo argomento si è giocata la propria credibilità, il proprio elettorato, i propri rappresentanti e financo la permanenza in Giunta. La credibilità è crollata allorquando "il patto a tre" Papale-Caputo-Zitelli non riuscì a comporre il dissidio tra comitato autonomistico e tutela dell'integrità del territorio belpassese. Come conseguenza dell'emanazione del decreto Chinnici, venne meno, a questo punto, l'elettorato Mpa. Infatti Caputo, con i suoi più stretti collaboratori (Prastani, Campisi e Licandri), scelsero la strada dell'ammutinamento dal partito di Lombardo. E Zitelli ultimamente ha dichiarato di non essere più in maggioranza. Da una parte gli ex Mpa, dall'altra gli attuali lombardiani (Moschetto e Di Stefano), e dall'altra i tavolesi. Ciascuno per conto suo. La permanenza in Giunta è finita, come ulteriore conseguenza, quando Moschetto, lo scorso agosto, a nome dell'Mpa belpassese denunciava presunti inciuci tra "Papale e Caputo". E' il fallimento di una maggioranza appunto su tutti i fronti. Politico, amministrativo, e di consenso. Un aspetto ancora rimane in bilico, quello giudiziario. Da quest'ultimo punto di vista, se Belpasso riuscisse a salvarsi dallo strappo territoriale, lo dovrà ai propri legali, non ai propri politici. Perchè? Perchè la politica nel frattempo non solo non è riuscita a "prevenire una soluzione giudiziaria al problema", ma il fatto che la proposta accorpamento non sia stata recepita neanche dai Comuni coinvolti dalla vicenda autonomistica, la dice lunga sui "futuri rapporti tra centro e periferia". I problemi dei tavolesi, erano, sono, e rimarranno insoluti.
Ieri si è tenuta l'udienza, presso il Tribunale amministrativo regionale, sul merito del ricorso presentato contro il decreto di indizione del referendum tavolese. Presto ancora per sapere come finirà. Ricapitolando, ammettendo che il Tar accolga i ricorsi e bocci il referendum e tralasciando che il comitato autonomistico proporrà sicuro appello al Cga, cosa escogiteranno di nuovo i politici locali? Riusciranno a puntellare una strategia "politica" che fa acqua da tutte le parti? Se non l'hanno fatto quando la maggioranza era solida, riusciranno in questo momento in cui, dopo la fuga di cinque consiglieri verso l'opposizione, persino l'unico assessore del Pdl abbandona il sindaco?
Oggi, con gli strali della crisi economica attuale, i tavolesi non si illudano. La loro condizione non verrà migliorata. Belpasso non è in condizioni di elargire maggiori servizi di quel pochissimo che ha riservato in questi anni. Siamo in tempo di vacche magre, e lo spolpabile si è "avvermato" nell'attesa che la politica locale decidesse. Qualsiasi cosa. Se invece il Tar dovesse respingere il ricorso "bifronte" di Belpasso (Consiglio e Giunta, ognuno ne ha presenato uno: "abundant abundantis", avrebbe detto Totò), allora la gestione della res publica tavolese smetterà di essere un problema belpassese (ci penseranno i vari Zitelli, Famà, Ferreto, Rubuano, Giarrizzo, Tripoli...ecc...ecc...).
A quei politici locali che non avranno saputo risolvere la questione non rimarrà che cercare il coraggio per rimettere di nuovo la faccia fuori dal buco, e continuare a gridare "vota e fai votare
".

8 commenti:

  1. E così l'ennesimo proclama del sig. Sindaco e della sua "incolpevole?" giunta è passato alla storia. Il grande SINDACO che entro 48 ore, in barba alla legge 30 del 2000, avrebbe annesso tutta Piano Tavola a sè, e di quale "sè" stava parlando non si capisce, ha FALLITO. Già il suo proclama frutto di una "zona cesarini" per bloccare il Referendum ha avuto vita breve, ma in tanti lo sapevamo e lo sapevano, ma nessuno ha voluto credere alla verità dei fatti, che Piano Tavola è abbandonata a se stessa e nessuno vuole prendersene cura. Adesso, via a tutte le altre elucubrazione di una classe politica belpassese che sembra il fantasma di se stessa, dove quelle che si decide la sera non si fa' la mattina e viceversa. adesso tutti addosso alla "diligenza Piano Tavola" e tutti contro i cittadini della frazione che hanno la sola colpa di voler migliorare la propria situazione, mentre ad "altri" conviene questo stato di cose per ovvii motivi. Non sappiamo che i politici della frazione avranno il coraggio di mettere la faccia fuori dal buco, ma una cosa è certa il COMITATO non l'ha mai messa dentro ed ha continuato a lavorare per il bene della comunità. Via forza dunque, si aprano le danze contro i cittadini di Piano Tavola, fate finta di interessarvi a loro, tanto il tampo passa ed arriverà, prima o poi, una tornata elettorale a salvarvi il ....; aspetteremo con serenità e fiducia la sentenza del TAR e poi vedremo. Domenico Ferreto - Comitato Autonomia Piano Tavola.

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  2. CI SCRIVE PIPPO BRUNO, PRES. DELL'ASS.NE "BELPASSO 2000"
    Piano Tavola non "resterebbe senza soluzione amministrativa": la giusta soluzione amministrativa, infatti, a nostro sommesso avviso, sarebbe quella prevista dall'art. 9 legge 30/2000 che assegna, primariamente, alla Giunta Regionale la potestà di avviare il procedimento per la rettifica dei confini territoriali dei quattro Comuni contermini, finalizzata all'accorpamento di Piano Tavola sotto la giurisdizione amministrativa di un solo Comune (qualunque esso sia !), come da noi richiesto all'Assessore dott.ssa Chinnici e al Presidente dr. Lombardo con l'allegata nota. Cari saluti. G. Bruno - Presidente Associazione Belpasso 2000

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  3. papale vada a casa.il tempo rendera laverita

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  4. Ricordiamo al sig. Bruno che la legge da lui invocata è la stessa per cui noi chiediamo l'autonomia; che quanto da Lui asserito è mancante, volutamente o no, di informazione corretta perchè comunque bisogna passare per il REFERENDUM, come dice la legge. Al solito siamo tutti bravi a dare le soluzioni, ma sempre a metà ed a convenienza interpretativa. Domenico Ferreto

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  5. Caro presidente BRUNO, da cittadino Belpassese le sto vicino, sia moralmente che idealmente. Ormai questo braccio di ferro politico, economico (legato ad interessi beceri di pochi) e di facciata si deve vincere, costi quel che costi. C'è in palio il passato e soprattutto il futuro di una cittadina, da pochi amata e da molti ingiustamente osteggiata (soprattutto forestieri che a BELPASSO hanno messo radici da molto tempo). Visto che la "maleodorante" politica locale non riesce a tutelare neanche l'immagine di se stessa (immaginiamo l'interesse della comunità tutta)ci affidiamo alla sua serietà e al suo buon senso. Quindi, lottiamo dal punto di vista legale a difesa di un importante territorio da molti invidiato ed ambito e da pochi tutelato. BUON LAVORO!!!

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  6. L'associazione Belpasso 2000 assente in udienza sul caso Piano Tavola. Scopri perchè.
    Ecco il comunicato diramato dal presidente Pippo Bruno.

    'In risposta alle molteplici richieste di far conoscere le ragioni della mancata comparizione di questa Associazione all’udienza tenutasi in data 25 corrente dinnanzi al TAR – sez. di Catania – nel contesto del procedimento giudiziario per l’annullamento del Decreto Assessoriale 27.05.2011, avente per oggetto il referendum consultivo sull’Autonomia del quartiere di Piano Tavola, si comunica:
    “il ricorso predisposto dal Prof. Avv. Claudio Salibba per conto dell’Associazione è stato regolarmente e nei termini prodotto per la notifica agli Ufficiali Giudiziari presso la Corte di Appello di Catania;
    sul plico e nella relata di notifica è stato indicato l’indirizzo della sede legale “95040 Camporotondo Etneo – via Emanuela Setti Carraro n. 34” del Comitato Autonomia Piano Tavola, parte controinteressata, in conformità all’indirizzo segnato nella nota assessoriale dell’atto impugnato e dello stesso atto di presentazione della proposta di variazione territoriale prodotta dal predetto Comitato in data 26.4.2004;
    il plico contenente il ricorso non è stato recapitato dalle Poste con la seguente causale “indirizzo inesistente in quanto recante via non presente nel Comune di Camporotondo Etneo”;
    essendo nel frattempo decorso il termine per la presentazione del ricorso, con istanza del 24.10.2011 il Prof. Avv. Salibba ha prodotto istanza al Giudice Amministrativo per la fissazione di udienza e remissione in termini, sulla quale ad oggi il Tribunale non si è pronunziato;
    da ciò la mancata riunione del ricorso prodotto dall’Associazione con gli altri ricorsi tesi all’annullamento del decreto assessoriale e la conseguente sua mancata comparizione alla predetta udienza del 25 corrente.
    Al riguardo, attesa la inspiegabile contraddittorietà della mancata notifica del ricorso dell’Associazione con il buon esito o l’avvenuta regolare ricezione delle notifiche e della copiosa corrispondenza recapitata nel passato recente e remoto al predetto Comitato allo stesso indirizzo di via Emanuela Setti Carraro n. 34 - 95040 Camporotondo Etneo, l’Associazione sta valutando l’opportunità di produrre denunzia alla competente Autorità Giudiziaria per l’accertamento di eventuali comportamenti dolosi ed il conseguente risarcimento degli ingiusti danni prodotti dai responsabili di detti comportamenti”.'

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  7. mio caro fratello meglio che la gestione della res publica vada ai vari nomi fatti da te!!!!!!!!!!e poi chi dice che cio avvenga?io ad esempio sono un ottimo canoista in grado di sbarazzarmi dai c................ tutti coloro che ostacolano la buona risalita contro corrente!!!!!!!!!!!!!!!!!!ossia senza il bisogno di mafiosi di merda!!!!!!!!!!!!!la mafia e uno stato di merda!!!!!!!!!!!!!!!mio padre !!io me ne fotto di mio padre !!!voglio gridare al mondo che la mafia e uno stato di merda!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    (PEPPINO IMPASTATO)

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  8. Ricordo, per completezza di informazione, che la via Emanuela Setti Carraro è nel comune di Belpasso e non nel comune di Camporotondo Etneo, devo presumere pertanto che si sconosce anche la toponomastica del proprio territorio che tanto volete difendere, ma di cui non ne conoscete le vie. HA! HA! HA!

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