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martedì 24 gennaio 2012

Prc in PRESIDIO. Ragioni e responsabilità della protesta

Riceviamo una lettera dai giovani di Rifondazione comunista. Organizzano un PRESIDIO su "luci ed ombre" della protesta del c.d. Movimento dei Forconi. Si rivolge poi anche all'Amministrazione comunale, protagonista ultimamente di dibattiti consiliari (ancora senza sbocco) su tasse, riduzione emolumenti della politica e prospettive finanziarie del Comune. SABATO 28 GENNAIO dalle ore 10.30...alla VILLA COMUNALE "N.MARTOGLIO"

Comprendere le ragioni della protesta, scomporne specificità e peculiarità, indicarne precise responsabilità e colpe, analizzarne infine risoluzioni e possibili alternative alla manifestazioni del disagio: sono queste, in sintesi, le finalità che si prefissa di raggiungere il presidio organizzato dal Circolo della Rifondazione Comunista di Belpasso “R. Luxemburg” Sabato 28 gennaio presso la Villa Comunale.
Non possiamo che essere partecipi e vicini all’esasperazione e al disagio che sono costretti a subire i cittadini e i lavoratori dell’isola insieme alle loro famiglie. Tuttavia non riusciamo a capirne alcune modalità di renderli manifesti, quali gli atti intimidatori, costrittivi e coercitivi secondo sistemi para-mafiosi che ne hanno determinato un’imposizione piuttosto che la partecipazione, un contrasto piuttosto che il confronto, una passiva accettazione piuttosto che la solidarietà.
E non comprendiamo neppure a chi alla fine tale blocco è giovato, o meglio chi è stato danneggiato dal fermo dei trasporti, dalla chiusura forzata dei negozi, dal fermo dei mezzi di lavoro, dall’assalto ai beni di prima necessità come se ci si trovasse in clima di guerra atomica. E contro chi è stata rivolta la critica e la protesta e a chi additare precise responsabilità di questa crisi, di un’economia soffocata e in agonia, di una politica incapace e complice?
La spontaneità e la protesta quali obiettivi ha raggiunto al di là di quelli concreti e materiali quantitativamente valutati dalla conta dei danni? Ecco allora che il presidio mira essenzialmente ad analizzare una settimana estremamente complessa e variegata, un fluido di idee, persone, lavoratori, studenti e disoccupati che hanno sostenuto molto e, al tempo stesso, tutto, senza indicare precise colpe, responsabilità e soluzioni e dando l’immagine di proteggere e tutelare interessi specifici e particolari, senza una visione d’insieme che guardasse alla complessità dell’economia isolana e non alle specifiche esigenze di settore. Sostenere l’abbassamento delle accise sui carburanti o dei pedaggi autostradali significa di fatto conservare uno stato di fatto e di cose che si basa sul trasporto su gomma e non prevede possibili alternative; additare la Se.Ri.T. come l’unica responsabile del salasso tributario significa ignorare i termini delle convezioni concordate con ogni ente pubblico; sostenere l’agricoltura o la pesca siciliana significa soprattutto porre fine a una politica scellerata fatta di centri commerciali nelle mani di multinazionali straniere senza una prospettiva mirata alla valutazione del prodotto che da questa terra sembra nascere e soccombere alle logiche di mercato sostenendo lo sfruttamento e il precariato.
Ecco allora che l’analisi che desideriamo fare diviene certamente più complessa e mira essenzialmente a indicare il problema, i responsabili e le possibili soluzioni senza recare ulteriore danno ed esasperazione ad un equilibrio già incerto e precario, che combatte anch’esso ogni giorno col caro petrolio, con le cartelle esattoriali, con la forte volontà di essere il primo consumatore di ciò che produce!L’incontro di sabato guarda a una prospettiva molto più ampia e propone atti concreti ed evidenti da sottoporre all’attenzione della politica che, ingorda, avida, incapace, si fa inevitabilmente sopraffare da logiche di mercato senza proporre valide soluzioni e concrete alternative nell’interesse e nella salvaguardia di un’economia che è al tempo stesso società e lavoro.
Ci rivolgiamo quindi agli unici due interlocutori capaci di far fronte a questa situazione.Nell’attesa di un piano complesso e razionale di gestione dei trasporti sull’isola (che prediliga il trasporto su binario o per mare piuttosto che quello su gomma), al Governo Regionale chiediamo quindi di attuare l’art. 37 dello Statuto della Regione Siciliana (che di fatto ne determina già l’autonomia al di là di qualunque movimento o ispirazione separatista) in merito alla riscossione di tributi sul reddito di quelle imprese industriali e commerciali (fra cui le raffinerie) che hanno gli impianti sul territorio della Regione, in proporzione al reddito che gli impianti stessi realizzano sull’isola. Ciò determinerebbe due conseguenze sostanziali: la riscossione diretta di tributi da reinvestire sul territorio (antinquinamento, sovvenzioni, strutture e servizi) e un economico e morale risarcimento per l’impatto e danno ambientale che tali raffinerie determinano (si pensi all’area di Priolo, Gela e Milazzo).
E all’Amministrazione Comunale (così attenta a tutelare privilegi e gettoni di presenza mentre raccoglie somme in forma coatta sulle bollette elettriche per coprire la mala gestione della raccolta dei rifiuti) chiediamo:
1. di rivedere se non annullare le convenzioni siglate con gli Agenti di Riscossione in merito alle tasse comunali;
2. di provvedere ad una rateizzazione della tasse evase che incida sul capitale senza contare gli interessi applicati dalle agenzie di Riscossione;
3. di denunciare non solo l’applicazione esasperata di aggio e interessi di mora ai limiti dell’usura, ma soprattutto i metodi intimidatori con i quali si minacciano e si concretizzano ipoteche immobiliari/fondiarie e fermi amministrativi sui beni mobili a fronte anche di piccoli debiti con la pubblica amministrazione;
4. e invece di dedicarsi all’organizzazione di incontri e convegni sulla pesca sportiva, di preoccuparsi di organizzare i cosiddetti Mercati del Contadino (una proposta già presente nel programma del circolo in occasione dell’ultima tornata elettorale), favorendo il trasporto a km zero e il consumo interno di quei beni che il territorio produce attraverso il lavoro.Per questi motivi, il Circolo della Rifondazione Comunista “R. Luxemburg” di Belpasso sarà in piazza sabato 28 gennaio, perché se la ribellione nasce dal bisogno, essa ha bisogno di organizzazione e di prospettiva
!

6 commenti:

  1. Proprio perchè ci sarà politica e soprattutto i comunisti...io non ci sarò.

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  2. Secondo me, invece, occorre sentire tutti. E poi uno decide se fidarsi o meno delle idee di ogni "partito", o se vogliamo, di ogni parte politica.
    Al Consiglio comunale sovente viene da trattenersi per il pressappochismo dimostrato dai suoi membri nell'affrontare le varie tematiche, comprese quelle sulle tasse. Ognuno la spara così come la pensa, senza alcun progetto o parere tecnico a sostegno.
    Prendiamo l'esempio della mozione volta ad annullare l'aumento sull'energia elettrica imposto l'anno scorso dall'intero Consiglio comunale. Se l'opposizione avesse corredata la propria proposta con pareri tecnici, e non si fosse innamorata della semplice appetibilità dell'argomento che pensavano di poter infondere alla maggioranza...magari il dibattito si sarebbe svolto in altra maniera. E' bastato che i saggi consiglieri Sinitò e N.Rapisarda richiamassero il parere del dirigente Martorana per seppellire "quell'appetibilità". Uno poteva immaginarsi..."mih...ora gli oppositori faranno un bel manifesto per chiarire la questione..." e invece nulla.
    Come fa un "laico" a ribaltare il parere di un esperto economico-finanziario?
    Visto che in Consiglio il dibattito è sempre senza uditorio, chissà che la piazza, da chiunque attivata (oggi rifondazione domani chissàchi), possa rispondere meglio ad un'esigenza di confronto che arrivi alle orecchie del cittadino medio.

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  3. L'imbecillità (nella sua accezione moderna) del primo commento è la ragione principe dello stato del presente.
    Ma non bisogna demordere
    Anonimo per anonimo

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  4. La verita' è che dovremmo ribellarci tutti , non esiste destra o sinistra o colori,non si puo' vivere piu' troppi aumenti (benzina , tasse , enel, gas , tasse , imu ecc. ecc.).Ma la cosa piu' grave è che i salari ( i pochi fortunati che lavorano , mentre la maggior parte dei giovani è a spasso senza un futuro , speranze e prospettive )sono pochini , quindi anke la fascia dei 1000 1200 è sulla soglia della poverta'si lotta x la sopravvivenza..guerra dei poveri..Quelli ke non si lamentano sono quelli (che magari un po' di lavoro ce l'hanno )che ancora non hanno capito..Quindi io ci saro' (anche se non mi identifico di destra o sinistra )...Qui i colori non contano , conta la dignita' di vivere

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  5. All'anonimo del terzo commento...inutile scrivere con un linguaggio filosofico da quattro soldi un commento tanto inutile quanto idiota; strumentalizzare una manifestazione con un colore o una bandiera politica è quanto di più irritante si possa fare adesso per manifestare il malessere della popolazione, in un'epoca in cui non c'è stata opposizione e maggioranza in parlamento (e anche nei piccoli comuni) in cui i politici hanno sempre e SOLO fatto i propri interessi...quindi prima di dare dell'imbecille ad un commento che dimostra la propria volontà ed il proprio pensiero per le vicessitudini vissute sulla propria pelle dall'autore...si guardi allo specchio e si accorgerà di non essere così tanto differente da chi censura l'informazione e il pensiero dei LIBERI cittadini.

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  6. Eventualmente ... da tre soldi.
    Mi sembri un amante tradito.
    Comunque il riferimento era al commento e non al commentatore.
    Nervi saldi ragazzi, a tutti può capitare di dire una cazzata, stavolta è toccata a voi.

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