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domenica 13 novembre 2011

Valcorrente, senza politici...va alla deriva!

"Lo Stato arriva in processione". Sciara prende spunto dall'abbandono civico e amministrativo vissuto dalla contrada di Valcorrente-Rinaudo, per tracciare un sunto sulle dinamiche della politica locale, e sulla sua opera di programmazione del territorio. "I ragazzi della panchina". Quali prospettive per il futuro, se il presente ed il passato appaiono così tetri?

Valcorrente-Rinaudo si trova a sud-ovest del centro urbano di Belpasso. Sorge in un territorio originariamente a destinazione agricola. Poi con gli anni sono cominciati ad emergere capannoni con rispettive zone commerciali. E la politica belpassese, anzichè disegnare un'apposita zona in cui inserire tutta l'area commerciale per ospitare imprese ed imprenditori, decide di "fregarsene". Non trovano spazio, nella sensibilità della classe dirigente, programmazione e pianificazione del territorio "storico" di Belpasso; Valcorrente, difatti, è spuntato in prossimità dell'antica Fenicia Moncada, oltre che nei dintorni degli attuali ritrovamenti archeologici medievali, romani e greci.

Cosa è successo negli ultimi 30 anni?
Promiscuamente ai capannoni, cominciano a sbucare sul terreno i primi edifici per civile abitazione. Scrivendo "promiscuamente", abbiamo usato un eufemismo. Si tratta di una vera e propria "ammucchiata", un'orgia di case e capannoni, indistinta. A poco a poco, quello che era stato il territorio di Fenicia Moncada viene letteralmente divorato dal cemento. "Alle sparute abitazioni rurali degli anni '60, infatti, si sono uniti enormi casermoni per ospitare gli operai e gli impiegati che avrebbero dovuto lavorare presso la zona industriale di Belpasso".
Se un pomeriggio, anzichè recarvi ad etnapolis, provaste ad imboccare uno dei due sottopassaggi (sotto la ss121), presenti attorno alla rotonda che immette al centro commerciale, facilmente vi accorgereste che lì risiedono dei cittadini di serie C. Nemmeno di serie B.
Case sorte in mezzo ai capannoni, seguite da immensi residence, alcuni dei quali nati senza i garage. Senza garage? Si, questi sono stati poi ospitati presso lunghe file di casupole in lamiera in mezzo ai palazzi; senza zone a verde attigue.

Disservizi?
Un'intera frazione dove la segnaletica stradale è letteralmente inesistente, o come se non ci fosse. Si prenda, a titolo esemplificativo, la via Rinaudo. Questa strada, un tempo privata, è divenuta in parte pubblica ("una striscia laterale è ancora privata"). Corre, corre...e dova va? All'interno di un noto supermercato. E non finisce qui, perchè gli autobus che passano da questa via, non potendo tornare indietro e dovendo invece continuare la corsa, cosa fanno? "Attraversano il detto supermercato...". Da non crederci, ma nel paese del "futtitinni", tutto è possibile. "Poi dopo il giretto tra i parcheggi del supermercato l'autobus imbocca la statale 121, e continua il ghirigori". Sulla stessa strada, anche dei segnali di "presenza dossi". Gli abitanti affermano che furono piantati "per il pericolo rappresentato dalla velocità di percorrenza dei vari camion". Si è già capito ovviamente che di dossi in quella strada nemmeno l'ombra.

L'Agorà...di Valcorrente
Tra tutti gli abitanti, circa due mila, i bambini e gli adolescenti soffrono di questo degrado suburbano. L'assenza di piazze, infatti, comporta che questi si riuniscano in istrada, o presso la Rettorìa della Madonna SS. delle Grazie. "In estate i nostri ragazzi si riuniscono, giocano e ballano fino alle due di notte presso gli spazi messi a disposizione dalla Chiesa". E' molto attivo in questo senso, Don Nicolò Gullotta, noto ai suoi ragazzi come Don Nicola. Un altro luogo di ritrovo, è la cosiddetta "panchina". Sono così tanti i ragazzi che nei decenni si sono formati presso questa panchina, in realtà si tratta di una pensilina degli autobus, che è stato pure creato "il gruppo dei ragazzi della panchina" (e stavolta non si tratta del romanzo primo novecentesco "i ragazzi della via Paal" di Molnar). E tra parentesi...la panchina che ad ogni minima pioggerellina si allagava, è stata "risollevata", grazie alle spese degli stessi abitanti che vi hanno apposto una bella piattaforma di cemento.

Ecco che arriva lo Stato. Quando? In processione
Il Sindaco, e in genere gli amministratori, insieme agli attentissimi "controllori" del Consiglio comunale, si recano a Valcorrente in occasione della Festa della Madonna SS. delle Grazie. Alla processione, quella fascia tricolore, se potesse, griderebbe vendetta alla vista delle strade piene di buche, dell'immondizia lanciata lungo i "marciapiedi", dei laghetti "torrenziali", alcuni dei quali deviati, a mò di valvola di sfogo, all'interno di proprietà commerciali private, evidentemente abbandonate.
A rappresentare le istanze dei cittadini belpassesi, di Valcorrente-Rinaudo, non ci sono mai stati esponenti eletti in Consiglio comunale. Trent'anni fa, una donna giunse prima dei non eletti, ma niente di più. Lì' fan man bassa di voti i soliti "belpassesi doc" e i secessionisti "tavolesi", altrettanto doc. Nessuno di questi doc si è mai peritato di fare un giro sul posto per risolvere i problemi più pesanti. Quasi un anno fa il Consigliere Franco Zitelli ci accompagnò in un giretto sfiorando la zona, ma la maggioranza papaliana, che pur egli continua a sostenere, non gli ha mai dàto ascolto (A Piano Tavola non si chiedono perchè?).
La coesistenza confusa, improvvisata ed irregolare di case e capannoni spiega la denunciata "invivibilità" della contrada, che l'ipocrisia dei governanti di oggi definisce quartiere periferico. In questi giorni abbiamo appurato lo stato comatoso delle strutture fognarie "bianche", nel centro di Belpasso. A Valcorrente, e per inciso, hanno provveduto gli stessi cittadini ivi residenti a realizzare gli impianti per le acque reflue mettendo mano al portafoglio, "circa venti mila euro a famiglia".
Dove lo Stato non c'è, ai cittadini non rimane che fare da sè.

E' possibile rintracciare delle responsabilità?
Ora, ad una prima lettura superficiale di quanto scritto, si dirà: "la colpa di questi disagi è loro, dei cittadini. Perchè hanno realizzato delle abitazioni abusive". Vero, e lo riconoscono anche molti di loro.
Alla stregua della grandissima maggioranza dei "belpassesi doc", tuttavia, questi cittadini di serie C difendono le loro case poichè "hanno sanato le loro abitazioni".
Quindi palla al centro.
La politica? A ben vedere ha fatto un fritto misto tra interessi personali, quello del famigerato "partito dei tecnici del terriorio", e legittimi interessi pubblici, il diritto ad una casa vicina al posto di lavoro. Da trent'anni "quel partito" sta massacrando quel territorio, e nessuno denuncia o mette in atto "una sensibilità politica diversa". Perchè?

Nel Palazzo...dei sordomuti
Quasi due anni fa, il Vice Sindaco Caputo affermava di compiacersi "che tutti pensano che all'interno dell'amministrazione ci sono anche sensibilità diverse" (GUARDA IL VIDEO). Difendeva, cioè, alcune scelte personali (e di partito), in contrasto o dissonanti rispetto al diktat papaliano sulla pianificazione del territorio. Oggi quel compiacimento s'è spento? Eppure allora denunciava "la mancanza di dibattito nel Palazzo", così come avrebbe fatto qualche mese più tardi l'Assessore Giovanni Pulvirenti affermando che "in Giunta non ci parliamo". I consiglieri Aiello e Pecorino avevano garantito che sarebbero intervenuti con una regolamentazione e provvedimenti per reprimere l'abusivismo. In particolare, il democratico Aiello aveva dichiarato che la stessa società civile "in passato era stata assente", e che questo aveva lasciato alcuni politici da soli.

Italiani...l'arte di arrangiarsi
Dopo di che, rimane la constatazione che lo "Stato" a Valcorrente è quello rappresentato dalla Chiesa della Madonna SS. delle Grazie, dall'attività del suo Don Nicola, e dai tanti volontari che vi prestano servizio.
Valcorrente rimane un agglomerato in cui, ai problemi di trent'anni fa (strade, segnaletica, illuminazione e sicurezza), si sono aggiunti quelli nuovi: mancanza del metano, niente raccolta differenziata porta a porta, niente collegamento internet veloce-adsl.
E' per questo motivo che gli abitanti di Valcorrente-Rinaudo sono nella grandissima maggioranza favorevoli all'autonomia di Piano Tavola.

Spunto di riflessione per il belpassese doc
Oggi ci si lamenta che Piano Tavola voglia strappargli il territorio. In coscienza pensiamo che il "belpassese doc" dovrebbe domandarsi: "ma chi ho votato negli ultimi trent'anni?".
Fermarsi un momento, e interrogarsi nuovamente: "voterò in futuro? E chi?"


Tre note importanti.
1) le foto di questo articolo risalgono alle prime pioggerelline della prima settimana di ottobre, e non agli acquazzoni di novembre. Non osiamo immaginare lo stato attuale di quelle stesse strade.
2) nel giro turistico di Valcorrente ci hanno accompagnato alcuni cittadini ivi residenti, stanchi dei tanti disservizi. Le frasi virgolettate appartengono a loro.
3) Tra i pochi belpassesi, di cui i residenti locali "benedicono l'opera meritoria", sono da annoverare il medico Mario Rapisarda, che ha reso possibile l'arrivo del "prefabbricato" che oggi ospita la Chiesa, e Mons. Francesco Mio che ha contribuito allo sviluppo della Rettorìa, che formalmente appartiene alla Parrocchia di S.Antonio Abate

1 commenti:

  1. Amici di Valcorrente, fatevi annettere al comune di Paternò, visto che gran parte dei residenti siete paternesi. Il comune di Belpasso vi trascura proprio perchè non siete "malpassoti", e usa la vostra zona solo come luogo turistico e commerciale (Etnaland ed Etnapolis).

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