Ci scrive la Fondazione Carri di S.Lucia. Riportando l'organizzazione dell'evento-festa della Patrona belpassese. "Novità di quest'anno l'apertura dei Carri anche domenica 11 dicembre.Si inizierà sabato 10 dicembre con la "Fiera del dolce", il "Mercatino di S.Lucia", le Mostre dei Presepi, dell'Artigianato, di Pittura, di Fotografia e del culto di S.Lucia nel mondo"
Belpasso si appresta a vivere i giorni di santa Lucia.
I giorni canonici della festa, perlomeno, perchè in effetti, santa Lucia, inizia con i primi freddi d'autunno, quando le maestranze dei Quartieri cittadini si danno convegno – in gran segreto – per progettare e allestire i sontuosi Carri, le enormi macchine sceniche barocche che vengono presentati in piazza la sera del 12 dicembre.
Ma quest'anno la Fondazione dei Carri, che riunisce i quartieri storici di Belpasso ed organizza la manifestazione ha voluto lanciare, d'intesa con l'assessorato comunale agli eventi, una novità: l'apertura di due Carri per domenica 11 dicembre nel tardo pomeriggio.
"E' un modo per far fruire questa bellissima tradizione della religiosità popolare belpassese – dice Gianni De Luca, presidente della Fondazione – ad un pubblico sempre più vasto ( si pensa anche ai bambini ed agli anziani), ed a quanti possono usufruire solo della domenica per assistere a manifestazioni, sagre e quant'altro offre l'interland etneo.
Abbinata a questa novità si svolgerà una due giorni ricca di inizitive a partire da sabato 10 dicembre.Prima fra tutte la "Fiera del dolce" con la degustazione di specialità e dolci tipici preparati dai maestri pasticceri belpassesi, con ricette tramandate dalla tradizione. Poi il "Mercatino di S.Lucia" a cura della Proloco, la "mostra degli artistici Presepi", curata dal gruppo scout Belpasso 1° che ormai è diventata un appuntamento stabile per il periodo natalizio, la "mostra artigiana" realizzata dal Circolo Operai, le inuiziative del Club Progressista.
Abbinata anche un mostra di pittura moderna, organizzata dall'associazione " La bottega dell'arte" in via 12^ Traversa n.104, ed una mostra sul culto di S.Lucia nel mondo curata dal Circolo S.Lucia.
"Un coordinamento della diverse iniziative, organizzate dai vari gruppi e associazioni locali con l'ausilio dell'amministrazione comunale – spiega Carlo Caputo, vice sindaco ed assessore agli eventi – per presentare degnamente quanto Belpasso può esprimere in questo periodo dell'anno, usufruendo del centro storico (tutto si svolgerà nelle piazze Duomo ed Umberto) cuore pulsante dei festeggiamenti patronali dei quali la manifestazione dei Carri ha un fascino tutto particolare".
Il Carro, ed il vario argomento trattato ogni anno, ha certamente un forte impatto emotivo con lo spettatore che ne segue le varie fasi di rappresentazione – le “spaccate” - ( ideate dall’indole creativa dei mastri attraverso fantasiosi marchingegni meccanici), fino alla scena finale: " l’apoteosi", quando, tra effetti particolari, suoni, angeli glorificanti e figure celesti, Santa Lucia viene presentata nella gloria del paradiso, avvolta nel suo mistero di luce e beatitudine.
L’attenzione posta alle spaccate è intensissima.
Vi si coglie l’appassionata devozione alla santa martire siracusana e l’impeto di fede di chi ha lavorato all’allestimento dei Carri.
Finita la manifestazione inizia la "notte di santa Lucia" - che oggi si può benissimo definire la "notte bianca di Santa Lucia" - durante la quale si veglia nelle contrade adiacenti il centro abitato: "Ascino", "Silva", "Gattaino", e sul campanile della Matrice. I ricordi si accavallano, in chi vive questa notte e tante sono le riminiscenze che il suono del campanone ti porta dentro il cuore per essere sbaragliati nella "bocca dell'anima" dai fuochi che interrompono la quiete notturna della campagna belpassese.
Domani è santa Lucia.
Difficile a dirsi, difficile a credersi questo legame viscerale dei belpassesi che hanno accumunato la vicenda di questa giovane siciliana alla loro vicenda storica collettiva ed individuale, che viene espressa con modi compositi che rivelano una maniera di essere tutta nostrana, con una univocità che neanche la società del web può riprodurre.
Alle prime luci dell'alba, giungono a piedi, dai tornanti di Rubino e della Davara, i pellegrini che dai paesi vicini (sopratutto da Motta S.A. - tradizione originata nel vecchio sito di Fenice Moncada, vicinissimo all'abitato di Motta-), fanno il viaggio a santa Lucia.
Poi, il momento più atteso, la sbarrata di S.Lucia che viene mostrata a tutto il popolo nelle sembianze del suo venerato Simulacro e nella presenza delle sue Reliquie.
Gli occhi di tutti si poseranno su quelli di Lucia, su quel volto che diventa il punto focale dell'attenzione collettiva, della dimensione sacrale della festa, scandita dalle lunghissime processioni della Vara.
Sembrano storie d'altri tempi eppure non è così; sono storie di oggi, storie di casa nostra, della ritualità di una celebrazione che affonda le radici nella vecchia Malpasso e che oggi comunque – pur nel rispetto della tradizione intesa come espressione viva dei valori di fede della nostra devozione alla S.Patrona - ha certamente bisogno di essere adeguata al nostro tempo, alla frenesia delle nostre giornate, alla riscoperta della sacralità del giorno festivo ( la domenica), che scade continuamente di valore, assorbito (tanto per fare un esempio), dal turbinio del centri commerciali.
Bisogna riconsiderare la festa nello spirito anche della nostra epoca.
Dai Giovani Cantanti potrebbe partire un’elemento di novità, perchè sono coloro che riescono a cogliere ed estrinsecare messaggi e significati; e quello che hanno fatto nel 2004, col Carro Unitario, ne è una concreta,chiara ed attuale riprova.
A cura della Fondazione Carri S.Luciaa
lunedì 28 novembre 2011
S.Lucia. "Bisogna riconsiderare la festa nello spirito anche della nostra epoca"
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